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La Coppa di Parma IGP

La Coppa di Parma IGP si riconosce dalla consistenza morbida, la sapidità non troppo pronunciata e profumo delicato, elementi che lasciano percepire pienamente il gusto tipico della carne di suino.

La Coppa di Parma IGP ha forma cilindrica, con dimensioni variabili da 25 a 40 cm in lunghezza, e peso non inferiore a 1,3 kg. Al taglio, la fetta è mediamente compatta, non untuosa, rossa nella parte magra e rosea in quella grassa. La Coppa di Parma IGP si conserva in luogo fresco e umido, come può essere una cantina. Una volta aperta è necessario riporla in frigorifero avvolta in un panno in cotone inumidito.

Sapevi che in passato, soprattutto quando più stagionata, la Coppa di Parma IGP veniva avvolta in un panno di cotone imbevuto di Malvasia dei Colli di Parma?

La Coppa di Parma IGP è un salume tipicamente da antipasto. Perfetta per l’aperitivo, con crostini caldi e un paté di verdure. Ottima anche con del buon pane casereccio e con verdure fresche. È un ingrediente ideale anche per torte salate e pizze ripiene, accompagnate dai prodotti tipici di una terra ricca di cultura enogastronomica che non finisce mai di stupire.

Le caratteristiche fissate dal disciplinare

Il Disciplinare di produzione stabilisce con precisione come deve presentarsi la Coppa di Parma IGP quando arriva al consumatore:

  • fetta di colore uniforme, rossa nella parte magra e tendenzialmente rosea in quella grassa, senza parti grasse gialle o molli;
  • profumo fragrante e sapore tipico, senza sapori estranei;
  • sale inferiore al 5% e proteine totali almeno al 22%;
  • stagionatura minima di 60 giorni per le coppe da 2 a 2,6 kg e di 90 giorni per quelle più pesanti.

Come riconoscerla in negozio

La Coppa di Parma IGP si trova intera, in trancio oppure affettata, sottovuoto o in atmosfera protettiva. Sull’etichetta devono comparire la denominazione «Coppa di Parma» e la dicitura «Indicazione Geografica Protetta» o «IGP», insieme al simbolo europeo.

La coppa venduta già affettata viene tagliata e confezionata solo nella zona di produzione, sotto la vigilanza dell’ente di controllo. Quella venduta intera si affetta al banco, davanti al cliente: è un prodotto delicato e la fetta deve restare all’aria il meno possibile.

Una storia lunga tre secoli

Già alla fine del Seicento i documenti parlano della Coppa di Parma, chiamata allora «bondiola». Nel Settecento compare nelle memorie dei viaggiatori come prodotto tipico del luogo e nei registri della corporazione dei «lardaroli», ed era servita alla corte del Duca Don Ferdinando di Borbone. Nel 2011 l’Unione Europea l’ha riconosciuta Indicazione Geografica Protetta.

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