La Coppa di Parma IGP, prodotta solamente nella Provincia di Parma ed in alcune limitate zone limitrofe, è oggi “protetta” da un consorzio che ne tutela la tipicità e la relativa indicazione geografica.

 

La Coppa di Parma IGP ha ottenuto infatti la registrazione quale prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta) con Regolamento di esecuzione (UE) n. 1118/2011 della Commissione UE del 31 ottobre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n.289/8 dell’8 novembre 2011.

Indicazione Geografica Protetta: cos’è l’IGP

Il termine indicazione geografica protetta, meglio noto con l’acronimo IGP, indica un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.

Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

L’Indicazione Geografica Protetta tutela un salume del quale già alla fine del secolo XVII si trovano riferimenti, quale “bondiola” o “salame investito”, ovvero insaccato. All’inizio del 1700 la Coppa di Parma viene citata nelle memorie dei viaggiatori, quale prodotto tipico del luogo. In un inventario, redatto nel 1723 si enuncia che per poter entrare a far parte della corporazione dei “lardaroli” è necessario possedere un certo numero di salami e bondiole. Alla Coppa di Parma fa riferimento anche una stima degli ufficiali dell’arte dei lardaroli (1750) e una grida del 21 aprile 1764. Tutelarne la produzione, mantenendo inalterata la qualità del prodotto nel tempo, mantiene viva la lunga storia della Coppa di Parma, le cui radici affondano già nel Medioevo.

Coppa di Parma IGP

Pin It on Pinterest

Share This